Seid Visin, la lettera straziante del 20enne morto suicida

 

Seid Visin

Seid Visin era un ragazzo come tanti altri, con tanti sogni nel cassetto. Nato in Etiopia, era stato cresciuto da una famiglia di Nocera Inferiore ed era diventato una delle promesse del calcio italiano. Aveva giocato per due anni nelle giovanili del Milan, insieme a Gianluigi Donnarumma. Tuttavia, il suo desiderio principale era quello di vivere in un mondo senza razzismo.

Il ragazzo, scomparso tragicamente all'età di 20 anni per suicidio, era spesso alle prese con episodi terribili. La sua lettera inviata a vari amici e al suo psicoterapeuta non ha fatto altro che raccontare il malessere interiore di una vita complicata.

"Non sono un immigrato, sono stato adottato da piccolo e tutti mi volevano bene", così esordisce Seid Visin nella sua epistola. "Tutti si rivolgevano a me con gioia, curiosità e rispetto, ma ora sembra che si sia capovolto tutto. Sento il peso degli sguardi scettici, schifati e impauriti della gente. Avevo trovato un lavoro, ma ero stato costretto a lasciarlo perché troppe persone si rifiutavano di essere servite da me. Mi additavano come responsabile perché molti giovani italiani non trovassero un impiego".

"Mi sento come se mi vergognassi di essere nero, dentro di me è cambiato qualcosa". Visin ha poi proseguito sottolineando il disagio che stava vivendo. "Era come se dovessi dimostrare agli altri che ero italiano come loro. È una vera sofferenza". Che lo ha condotto verso un gesto estremo e straziante. Un urlo di dolore rimasto inascoltato.

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